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La politica sanitaria italiana ha visto, nell’ultimo quindicennio, un graduale spostamento del baricentro decisionale dal Governo Centrale alle Regioni.

La scelta è stata quella di trasferire a queste ultime, in qualità di organi locali, sia poteri di programmazione e di organizzazione dei servizi, sanitari, sia responsabilità di carattere finanziario. E ciò sulla base del maggior grado di conoscenza dei bisogni sanitari da parte dei governi regionali, reputandoli maggiormente adatti ad assicurare un’offerta delle prestazioni meno frammentata e più orientata ad economie di scala.

            In tale scenario di decentramento, anche l’attenzione che le Associazioni Diabetiche avevano verso le istituzioni aggregative a livello nazionale (alle quali, comunque, va mantenuto il riconoscimento del loro ruolo e della loro importanza), occorreva fosse reindirizzata verso realtà similari, ma operanti a livello regionale.

            Da tali considerazioni è scaturita la costituzione, avvenuta in Fano il 4 ottobre 2013, della “FEDERAZIONE REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DI TUTELA DEI DIRITTI DEI DIABETICI MARCHIGIANI”, brevemente ATDM, avente come finalità la promozione, diretta od indiretta, di progetti tesi ad “assicurare ogni forma di adeguata assistenza ai diabetici ed alle loro famiglie, favorendo l’attuarsi di iniziative che esprimano compiutamente la risposta ai bisogni primari della persona ammalata..”(art. 1.2  statuto).

            Il progetto, al quale hanno aderito i 12 sodalizi dediti alla tutela della persona con diabete operanti nelle Marche (tutti aderenti anche FAND), aveva ed ha, come intento, di avere una presenza importante al tavolo decisionale della sanità diabetica marchigiana, di dare migliori strumenti di sinergia alle singole associazioni partecipanti e di potenziarne e amalgamarne l’azione operativa.

             La volontà primaria del sodalizio, sin dalle origini, è stata quella di poter ottenere a livello regionale un dipartimento diabetologico che avesse la capacità di mantenere e migliorare l’attuale struttura organizzativa, caratterizzata, peraltro, da diversità anche di rilievo nella erogazione dei servizi diabetologici nell’intero territorio marchigiano.

Uno dei primi impegni che l’ATDM si è trovata ad affrontare ha riguardato il coinvolgimento (che la stessa Regione ha fortemente voluto ed apprezzato) nella stesura della legge.

Va detto che, al momento della costituzione della ATDM, era operante la pari Legge 1/2009, buona legge che però, per il contenimento della spesa pubblica, non poteva essere mantenuta e che, di fatto, era già stata più volte disattesa.

Si è ritenuto quindi, nei primi mesi del 2014, di effettuare una raccolta di firme a livello regionale mirante a sollecitare una rivisitazione della norma indirizzandola, in particolare, verso quel dipartimento diabetologico, autonomo e avulso da qualsiasi condizionamento, di cui già detto. La raccolta ha visto quasi 20.000 firme che sono state trasmesse ai vertici della sanità marchigiana.

Si è così arrivati all’estate 2014 quando, non senza difficoltà, è stato avviato il processo di formulazione della nuova normativa, poi approvata il 24 marzo 2015.   

Questa, pur non appagando compiutamente le richieste formulate, ha, comunque, aspetti positivi, che di seguito vengono riepilogati:

 -l’erogazione dei servizi diabetologici attraverso un sistema reticolare multicentrico capace di coinvolgere e amalgamare organicamente le varie strutture specialistiche di diabetologia (Art2/2) dai MMG  e PLS agli specialisti;

-l’istituzione presso l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) di un unico dipartimento avente il compito di assicurare l’esercizio unitario delle funzioni di prevenzione, diagnosi e cura, nonché il coordinamento delle varie attività riguardanti la malattia diabetica (Art. 3);

-la presenza specialistica di strutture appositamente attrezzate per la cura del piede diabetico e dei giovani in età evolutiva (Art 6,7);

-la costituzione di un Comitato tecnico-scientifico regionale diabetologico nel quale sono presenti un rappresentante delle Associazioni per la tutela degli adulti con diabete ed un rappresentante delle associazioni per la tutela dei soggetti con diabete in età evolutiva (Art. 8);

-l’adozione uniforme di protocolli operativi fra le diverse realtà sanitarie dedite alla malattia diabetica da parte di un unico organismo: la Giunta Regionale (Art. 9);

-il riconoscimento di un ruolo attivo della Federazione (in rappresentanza delle singole Associazioni) coinvolgendola nei processi decisionali riguardanti le materie di interesse (Art. 10);

Attualmente la legge, anche se con qualche ritardo, è in fase attuativa: sappiamo tutti che una legge, come tutte le leggi, può fare la differenza nella sua applicazione.

Il presidente della Federazione Dott. Emilio Augusto Benini

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