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Il futuro dell'attuale ricerca diabetologica è proiettato soprattutto verso il diabete tipo 1.
Le speranze di prevenzione primaria del diabete risiedono negli studi immunologici che tendono a identificare con precisione le cause che conducono alla malattia e ad individuare le modalità con la quale arrestarne il decorso.
Le speranze di una cura risolutiva del diabete già instaurato consistono nella possibilità, verosimilmente ancora lontana nel tempo, di ripristinare integralmente la funzione pancreatica, gravemente compromessa della malattia.
In questo senso si profilano le tre principali linee di ricerca, oggi in atto.

Trapianto di isole pancreatiche
L'impianto di nuove isole integre in sostituzione di quelle danneggiate da un'aggressione autoimmune, costituisce in apparenza il metodo ideale per riportare il diabetico ad uno stato di normalità.
I problemi principali connessi al trapianto di isole pancreatiche sono due: A) Reperimento delle cellule B) Reazione di rigetto (qualora le cellule trapiantate non fossero identiche a quelle del ricevente).
Il reperimento delle cellule/organi rappresenta il problema classico dei trapianti. Per ovviare a queste carenze la ricerca si è sviluppata in tre direzioni:
- Recupero organi da animali geneticamente modificati in modo che possano essere simili a quelle umane (animali transgenici)
- Uso di cellule staminali. Grazie a questi studi si potrebbero produrre nuove cellule insulari partendo da "Cellule Progenitrici" isolate dal paziente e che darebbero origine a cellule funzionalmente e immunologicamente identiche a quelle perse.

Tecniche di manipolazione genetica su cellule umane
Loro scopo è quello di modificare il genoma di alcune linee cellulari, introducendovi il gene responsabile della sintesi di insulina umana e delle proteine regolando la sua secrezione.
Per ovviare al rigetto sono allo studio tecniche che consistono essenzialmente nell'incapsulamento delle isole pancreatiche all'interno di membrane semi-permeabili che consentono la funzione di secrezione insulinica delle isole e al tempo stesso, le proteggono dall'aggressione immunitaria.

Pancreas endocrino artificiale
Durante gli anni Settanta è stato elaborato e reso disponibile uno strumento – il pancreas endocrino artificiale – capace di erogare automaticamente l'insulina adeguandone le qualità alla necessità del momento. Scopo della ricerca è quello di trasformare l'attuale apparato, che oggi è utilizzabile solo al letto del paziente, in un dispositivo miniaturizzato impiantabile. Ostacola il progetto l'attuale non disponibilità di un sensore del glucosio.
Varie tecnologie-informatiche, enzimatica, elettronica ed ottica sono allo studio per realizzarlo.
Per quanto riguarda il diabete di tipo 2 la ricerca sta cercando di individuare le alterazioni genetiche (multiple) che sottintendono alla alterazione metabolica che caratterizza la malattia.

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